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Scritto da Dimensione
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lunedì 26 novembre 2007 |
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Galleria Fotografica
Un viaggio in Algeria bisogna sempre intenderlo come un salto nel passato ed il valico doganale subito dopo l’avamposto tunisino di IN HAZOUA e’ praticamente il luogo dove avviene il passaggio spazio-temporale !
Siamo con il gruppo 4x4 & moto di Dimensione Avventura - www.dimensioneavventura.org - presso gli sportelli doganali che normalmente affrontano i fortunati viaggiatori che entrano in Algeria, e’ da intendersi come un rito propiziatorio………qui si inizia a venire in contatto con la loro realtà ed i loro ritmi completamente diversi dal nostro mondo.
L’accoglienza verso il visitatore è sempre squisita e sincera, alla quale “noi civili” non siamo più abituati. L’idea che si e’ fatta la popolazione occidentale di questo paese e’ totalmente sbagliata, essendo frutto delle notizie superficiali diffuse dai mass media circa le lotte intestine algerine durante gli anni ’90, ma mai approfondite e spiegate dai tanti “esperti politici” di turno.
Ecco, di conseguenza, la nostra diffidenza e paura verso questo popolo, tanto generalizzata quanto infondata, dimenticandoci che nel nostro paese si effettuano giornalmente ben più atroci violenze, delle vere e proprie guerriglie urbane……..
Appena passata la dogana algerina notiamo subito la presenza forte del grande padrone del paese: Il Sahara ! Il piccolo nastro di asfalto si insinua fra poderose dune che coprono anche gli stessi pali della luce creando un paesaggio particolare.
Arriviamo subito all’oasi di EL OUED, piccolo insediamento urbano dove si può subito cambiare del denaro e rifornirsi di scorte alimentari. Ne approfittiamo subito per mangiare un ottimo cous cous presso un nostro vecchio amico algerino, conosciuto nei viaggi algerini degli anni ’80. Notiamo che la popolazione e’ curiosa verso lo straniero e cerca in tutti i modi di aiutarlo e conversare con lui.
Purtroppo il turismo nel paese in questi ultimi dieci anni e’ crollato vertiginosamente e l’isolamento verso l’occidente si e’ fatto sentire. I giovanissimi cercano più di tutti di parlare con il turista od almeno scambiare dei gesti, perché sono coloro che sono cresciuti durante il suddetto periodo di crisi, senza contatti diretti con lo straniero e bisognoso di uno scambio cultuale.
Riprendiamo il cammino verso sud tramite un asfalto deteriorato, superando montagne e colline senza mezzi termini, direttamente tramite delle enormi salite e vertiginose discese…….viene da pensare che non si possano perdere soldi e tempo a costruire delle “costosissime” curve per alleviare le pendenze !
Attraversando i vari paesi ed oasi più o meno grandi vedo con piacere che nulla e’ cambiato nell’architettura e nei ritmi di vita di venti anni fa, quindi inizio a pensare che questo isolamento turistico ha avuto almeno il vantaggio di conservare intatti i loro costumi ed usanze, discorso che non si può assolutamente sostenere, per esempio, con la Liba di Gheddafi, orami modernizzata ed organizzata all’inverosimile.
Di altopiano in valle arriviamo ad HASSI MESSAOUD, centro industriale che trae vita dagli innumerevoli pozzi petroliferi e di gas che proliferano nel deserto circostante. Praticamente il villaggio e’ un’enorme dormitorio dove si alternano gli operai di tutte le nazionalità, dipendenti di tutte le più grandi Società petrolifere mondiali.
Il centro non offrirebbe nessun motivo di sosta se non fosse per la richiesta di permesso per circolare nel sud del paese, da effettuarsi presso il posto di Polizia. In pochi minuti otteniamo il visto e via giù diretti verso l’incrocio storico e tanto caro al viaggiatore sahariano : l'incrocio dei “4 Chemini”.
Qui ci accoglie un piccolo nucleo militare che controlla i nostri permessi e che…….ci invita a bere il classico the del deserto ! Anche fra i militari l’ospitalità e’ squisita anzi direi maggiore di quella manifestata dai civili, forse frutto del loro maggiore isolamento degli sperduti avamposti territoriali.
Il militare in Algeria non ha certo vita facile…..scattate le foto di rito e dopo essersi congedati da loro con delle poderose e cordiali pacche sulle spalle, eccoci finalmente sulla lunghissima pista che ci porterà verso il sud del paese !
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