|
Pagina 2 di 3
Nel primo giorno di vento siamo dunque andati alla sua scoperta, e ci siamo tornati anche altre volte.
E' una splendida baia riparata, con ombrelloni molto distanziati: si ha accesso al reef direttamente dalla spiaggia, su entrambi i lati della baia (quello destro è più profondo e con concrezioni coralline gigantesche, mentre il reef a sinistra è raggiungibile con poche bracciate e comunque c'è una grande varietà di pesci e coralli).
La baia di Abu Dabab è anche meta di escursioni a pagamento da parte di altri villaggi, in quanto vi risiede stabilmente un esemplare di dugongo, un mammifero acquatico piuttosto raro, che bruca le alghe sul fondo della baia. Maurizio è riuscito a vederlo un paio di volte; io, non essendo una nuotatrice provetta, non mi sono sentita di nuotare fino centro della baia, zona di probabile avvistamento.Il tempo è stato sempre splendido, tranne un paio di giorni in cui il sole è stato velato per poche ore: 30°C di giorno, sempre ventilato, e 20-24°C di sera, forse un po' più umido. Anche sulla base delle indicazioni lette in diari di viaggio apparsi in rete, abbiamo fatto la nostra scelta a proposito delle escursioni:
- Mio marito era più interessato allo snorkeling, per cui ha fatto una gita di una giornata al costo di 35 euro, assieme ad un gruppo proveniente dal Bravo Club, alla baia di Awlad Baraka, che si trova 20 km. a sud del villaggio di Marsa Alam. Si tratta di una grande baia con una splendida barriera corallina: per vederla tutta occorre un'ora e mezza, chi si stanca viene preso a bordo da un gommone d'appoggio e poi riportato a terra.
Si è pranzato con specialità locali, preparate dai beduini che gestiscono la spiaggia, poi il gruppo ha terminato la giornata con un'altra immersione ad Abu Dabab, che per Maurizio non era una novità.
- Io, invece, ho lasciato al villaggio marito e figlia, e sono stata a Shalateen, ove si tiene quotidianamente ? tranne il venerdì ? il più grande mercato di cammelli dell'Alto Egitto.
Questa località dista dal nostro hotel ben 280 km.; ciò significa oltre 3 ore di viaggio, che comunque trascorrono piacevolmente osservando il deserto roccioso che scorre a fianco, e grazie alla guida che ci parlava dell'Egitto e di quello che avremmo trovato al mercato.
Shalateen si trova quasi al confine con il Sudan, da cui provengono i venditori di cammelli che, arrivati con grossi camion, ripartono stracolmi di ogni genere di merci, comprate con il ricavato della vendita.
I cammelli vengono comprati per essere usati come animali da lavoro, o per la loro carne: i compratori sono per lo più egiziani, molti dei quali macellai.
Abbiamo seguito tutte le fasi della vendita, con discussioni feroci e riappacificazioni, strette di mani e passaggi finali di denaro.
|