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Artista pittrice, convinta cittadina del (Sud) del mondo, ho imparato le lingue fuori della scuola e ogni tanto riprendo anche l’arabo: fu così che, attraverso il prof, irakeno, nacque la proposta di un viaggio in Mesopotamia, nel settembre ’97, partecipando a rappresentanza dell’Italia, al Festival internazionale multiculturale di Babilonia.
Partenza da Napoli, con pulmino per Fiumicino il gruppetto, quasi tutto napoletano, fece presto ad affiatarsi:dopo essersi osservati a vicenda, nacquero i primi sorrisi, le battute. Eccoci al check-in, la puntata al Duty free per le sigarette e tutti al “gate 10” l’attesa per il volo 232 destinazione Amman (l’embargo non consente di atterrare a Baghdad, che si raggiunge, poi, via terra). Il solito bailamme (da ”bairam”, arabo, stesso senso) cosmopolita di facce e vestiti esotici, prime riprese video, alle 14 ci imbarchiamo e si decolla verso lo scalo tecnico di Beirut, (ci ero passata nel lontano ’73). Qui compro i dolci “lukum” e 2 cassette delle celeberrime cantanti arabe Umm Kalthum, Sabah e Fayrouz..
Proseguimento per Amman, arrivo verso sera: bello il soffitto di questo moderno aeroporto! Aspettiamo un’eternità il pullman che ci porterà a Baghdad, un migliaio di km.di autostrada attraverso il locale, grigiolino, deserto.Con .gli euforici compagni di viaggio, debitamente muniti di “tammorre” e bonghetti (serviranno per lo spettacolo) improvvisiamo una chiassosa tarantella che attira anche i divertiti giordani presenti. E il pullman? Arriverà, ”In shà’Allah” = se Dio vuole, (intanto passano le ore…). Chi viaggia in questi paesi sa o impara che ci vuole pazienza, i tempi sono imprevedibili…
…Finalmente arriva - è ormai sera: trambusto del carico dei bagagli, io mi assicuro che sia stata sistemata anche la mia valigia, non proprio piccola – e prendo posto. (Avrò un’amara sorpresa!..). Lasciata Amman, una sosta per comprare qualcosa di commestibile in uno spaccio e cercare delle spartane toilettes, situate “indegnamente” vicino a una moschea, da cui si leva, nella notte silenziosa, il sempre emozionante richiamo del muezzin…. Crolliamo, distrutti, un’irriducibile amico sveglio ci riprenderà in video di nascosto, contorti nelle più arrangiate e scomode posizioni del sonno, all’alba.
Col sorgere del sole e le incessanti canzoni arabe dell’autista nelle orecchie, apriamo gli occhi in vista della frontiera con l’Iraq. Finalmente possiamo sgranchirci, entriamo nel bel salone con tappeti e mobili orientali, il primo ritrattone di Saddam:le formalità saranno interminabili, devono controllare tutti gli apparecchi fotografici, anche in valigia - è così che scopro, incredula e disperata, che la mia è stata.. dimenticata ad Amman!! Tutto il meglio era lì, il caricabatteria della telecamera, i vestiti....tutto! Ho solo il bagaglio da viaggio, per 15gg! Il prof, strafottente, dice che da lì non si può telefonare all’aeroporto (falso) per sapere se è stata salvata, continuerà ad illudermi e a rimandare, ogni giorno, finchè perderò le speranze….
Ripartiamo e poi sostiamo per mangiare in un ristorante piuttosto “estemporaneo” (alcune signore storcono il naso e digiunano, senza essere musulmane. E’ un classico, nei viaggi, come per le toilette..). Si avverte già la povertà di questo sfortunato Paese, mancano i tovaglioli, anche di carta. Dopo, per pagare, familiarizziamo con i bigliettoni da 250..”lire”irakeni, che si sprecano, a mazzette, li ribattezzo i “lenzuoli,”termine subito adottato all’unanimità dal gruppo:finalmente e per tutto il viaggio possiamo sentirci Paperon dei Paperoni e “spararci le pose”da milionari di…niente! Continuando verso Baghdad rimugino tristemente sulla valigia,”non ci pensare più”, dicono…come andrà a finire?E’ quello che saprete alla fine. Arriviamo verso sera, stanchi e accaldati:il governo irakeno ci ospita in Hotel, (forse)il Palestine-Meridien, imponente e lussuoso,5 stelle.. oppure, di fronte , allo “Ishtar”(ex Sheraton)??Non si sa, dobbiamo aspettare lungamente e non abbiamo acqua da bere!Intanto ci distrae un gioioso corteo di nozze, musica, tamburi, ma non posso neanche filmarlo, con la batteria già scarica.. Finalmente, perlomeno, si va a cenare al secondo albergo, la grande hall è piena di uomini in camicioni lunghi e testa coperta dalla“kefìah”, bianca o a quadretti. Ci danno blocchetti per le consumazioni, torniamo davanti al Palestine, forse è là che dormiremo!Un “angelo”brunetto, vestito all’orientale, viene a confortare la nostra ulteriore attesa con un provvidenziale caffè in minuscole tazzine: shukran! grazie).Come Allah vuole, entriamo…ci assegnano infine le camere, ho per me un’intera suite intera suite, moquettata, affacciante sulla piscina!Ma niente può consolarmi dalla mia grave perdita….però, finalmente, acqua e letto!
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