|
Diario di viaggio: In Kenya ho ritrovato me stesso |
|
|
|
|
Scritto da utente non registrato
|
|
lunedě 12 gennaio 2009 |
|
Pagina 1 di 2 Jambo,
e’ tanto che pensavo di scrivere le emozioni che ho provato visitando il Kenya e i cambiamenti che esse hanno contribuito a cambiare la mia vita e quella di mia moglie e di riflesso a ns. figlio.
Ora finalmente ho ritagliato un pezzo del mio tempo passato tra studi legali, Tribunali, pratiche e tanta ma tanta indifferenza.
L’indifferenza e’ una brutta parola, che talvolta porta all’egoismo e a pensare solo al ns. perimetro quadrato fatto di LAVORO – CASA - FAMIGLIA stop.
La frenesia, le corse, lo stress di tutti i giorni ti fa dimenticare che la tua anima ha bisogno anche di umilta’, e di amore da trasmettere ad altri meno fortunati di te.
In Kenya e a Watamu ci siamo ritornati 2 volte esattamente 1 anno dopo;
e’ stato un richiamo continuo per 12 mesi, una voglia inspiegabile di tornare che ci ha accompagnato in questo anno passato continuamente a scambiarci opinioni, telefonate e a sensibilizzare altre famiglie tramite raccolte di ogni genere, iniziative che ci hanno portato tante domeniche nelle piazze di paesi a vendere di tutto, arance, torte, piante…il tutto per aiutare il Kenya, che ha passato un brutto momento ma che non e’ mai stato abbandonato.
La prima volta, siamo approdati a Watamu liberi di soggiornare in una casa privata con tutti i confort italiani per capire se ns. figlio si sarebbe adattato ad una realta’ fuori dagli schemi dei soliti villaggi turistici all inclusive.
Eravamo partiti dall’Italia con solo volo e un contatto: Thomas Mboya,
una guida professionista che vive a Watamu e che lavora duramente per mantenere tutta la sua famiglia , ci ha seguito nei preparativi del ns. viaggio e soggiorno con tanta pazienza ma soprattutto con tanta serietà e umiltà.
Non ci siamo mai sentiti soli, ci siamo immersi subito nella loro realta’ africana di sussistenza e sopravvivenza quotidiana, perche’ solo cosi’ si riesce a percepire le contraddizioni di questo paese, dove tutti ti sorridono ma che non sanno se alla sera riusciranno a raccimolare qualcosa da mangiare…
Probabilmente siamo stati fortunati, ma credo che dipenda molto anche dallo spirito con cui uno si avvicina a questa gente meravigliosa, io avevo bisogno di RI-TROVARE me stesso e buttare via un po’ del mio egoismo e in Kenya ci sono riuscito.
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >> |