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Akakus e laghi PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio e Margherita -Rollers Adventures-   
giovedì 23 novembre 2006


La recensione di questo viaggio inizia dal confine libico, raggiunto dopo aver attraversato parte della bellissima e sempre accogliente Tunisia su asfalto.

Le formalità di dogana libiche sono abbastanza complicate, ma , grazie all’assistenza doganale che ci viene data dai nostri collaboratori libici riusciamo a ridurre considerevolmente l’attesa.

Una volta in marcia raggiungiamo Zouara lì l’ostello offre un pavimento e un tetto, quanto basta per riposare.

Al mattino un bel sole ci fa ben sperare siamo riposati alcuni equipaggi non ben preparati accusano un po’ di stanchezza, ma dobbiamo metterci in viaggio la tappa di oggi sarà piuttosto lunga, passando per Tripoli raggiungeremo Ghadames una delle più importanti oasi del Sahara.

L’asfalto corre per centinaia di chilometri in mezzo a paesaggi stupendi con incredibili montagne rocciose alternate a piatte distese che si estendono a perdita d’occhio.

Raggiungiamo Ghadames nella nottata. Al mattino seguente ci concediamo una visita alla città. Ghadames fu fondata dai romani e divenne in breve tempo uno dei più importanti nodi carovanieri sahariani e sede di importanti scambi commerciali, stupenda è la città vecchia costruita sotto il livello stradale in modo da creare ampie zone d’ombra per difendersi dalla calura del deserto.

Ci mettiamo in marcia nel primo pomeriggio, abbiamo rifornito Gasolio, Acqua e viveri freschi finalmente lasceremo l’asfalto appena fuori dal centro abitato gli aghi delle bussole girano con decisione verso sud in direzione dell’oasi di Ghat distante circa 700 Km. che percorreremo in completa autonomia.

Percorriamo una quarantina di km. nell’hammada un deserto molto duro, sassoso, piatto, volgendo lo sguardo a 360 gradi non si vedono confini, delimitazioni alcune, come in mare aperto.

Una foratura ad una vettura ci impone una breve sosta e ne approfittiamo per sgranchire un po’ le gambe.

Davanti a noi molto lontano vediamo qualcosa di strano una figura umana si muove di corsa nella nostra direzione si sbraccia, quando ci avrà raggiunti capiremo che si tratta di un incauto viaggiatore che con il suo fuoristrada si era avventurato con moglie e figli nell’Hammada e al mattino l’amara sorpresa della batteria a terra erano bloccati dal giorno precedente, li facciamo immediatamente ripartire rabbocchiamo i loro serbatoi di acqua prelevandola dai mezzi assistenza ci sinceriamo delle loro condizioni di salute e li indirizziamo sulla giusta pista per il rientro a Ghadames, ringraziamenti e lacrime ovviamente si sprecano.

Continuiamo il nostro viaggio fra stupendi paesaggi difficili da descrivere, una foto o un racconto non possono trasmettere le emozioni che il deserto trasmette, li la natura è padrona è potente, li la si può solo assecondare e si può solo essere spettatori.

Nel tardo pomeriggio quando il sole colora in modo stupendo le rocce e la sabbia, molto stanchi ma appagati prepariamo il campo, un’ottima cena un rapido consulto alle carte per mostrare a tutti il punto raggiunto nel deserto e poi il meritato sonno.

Al mattino dopo aver rassettato il campo e l’ora di accendere i motori si parte ma una vettura si spegne dopo pochi metri, l’autista capisce quasi subito di aver un problema all’alimentazione del gasolio.

Si prospetta un’oretta di intenso lavoro per i meccanici dell’organizzazione che dopo aver svuotato e pulito tutto l’impianto fanno ripartire la macchina.

Davanti a noi distese di Serir incredibilmente vaste, passano le ore e in lontananza si iniziano a intravedere le imponenti dune dell’Erg di Awbari che con il passare delle ore si fanno sempre più grandi e incredibilmente belle, doverosa una piccola preparazione tecnica e teorica per gli equipaggi alle prime armi, si sgonfiano i pneumatici per aumentare la capacità di galleggiamento dei fuoristrada e poi in marcia attraverso splendidi paesaggi dove quasi si cerca di passare in punta di piedi, quasi avendo paura di rovinare quelle opere d’arte modellate dal vento. Due giorni intensi dove la compagnia della spinta e chiamata più volte a rimediare a qualche insabbiamento un po’ più deciso da parte dei meno esperti.

Raggiungiamo Al Awainat dove faremo campo, il giorno dopo entreremo in quello che è a ragione definito il più grande museo d’arte a cielo aperto del mondo.

L’Akakus e una meraviglia della natura, giganteschi archi di roccia ed incredibili montagne rocciose che emergono dalla sabbia di un forte colore rosso, sulle pareti erose dal tempo a testimonianza di un passato oramai remoto splendidi graffiti e pitture rupestri rappresentano scene di caccia con animali di ogni specie, l’Akakus rappresenta più di ogni altro posto, l’esaltazione sublime della sabbia e della roccia

Dopo due giorni indimenticabili ci lasciamo alle spalle l’Akakus per attraversare il Mathen Doush un fiume preistorico dove sulle sue pareti sono raffigurate scene di caccia e animali di ogni specie.

Le nostre bussole stanno puntando verso Nord Est fra poco infatti entreremo nuovamente nel deserto sabbioso di Awbari questa volta nella zona dei laghi che emergono dalle millenarie sabbie con imponenti dune che fanno da sfondo a paesaggi che sembrano usciti da quadri d’autore.

Anche qui la guida si fa più impegnativa e nuovamente i meno esperti hanno bisogno di qualche aiuto. Avanzando lentamente fra le dune si scoprono paesaggi sempre nuovi mutevoli fino a che ci accorgiamo che le dune iniziano ad abbassarsi di altezza e di difficoltà finche una pianura sabbiosa ci fa raggiungere rapidamente l’oasi di Sabha.

Li riprendiamo a malincuore l’asfalto che ci riporterà in Tunisia durante il viaggio già c’è chi ne programma un altro perché come noi manifesta già i sintomi del Mal D’africa… … …
 
   
 
       
 
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