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MTB estremo Naturaid Marocco 2006 |
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Scritto da Sebastiano F.
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giovedì 08 marzo 2007 |
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Pagina 1 di 2 Inferno e Paradiso 560km 11000m di dislivello da compiere nel tempo massimo di 88 ore. Una gara avventura no stop in autosufficienza alimentare e materiale di sicurezza. Solo un road book per orientarsi e non perdersi. L'organizzazione (www.mauriziodoro.it) fornisce soltanto l'acqua nei punti di controllo CP. Attraverso il selvaggio e impervio ambiente berbero dell\'Atlas Marocchino.
Natura cattiva prepotente e ribelle. Se pensate ad una Natura come sinonimo di armoniosa vacanza all\'aria aperta dove l\'aria è profumata, il cuore sorride e attorno a voi regna una pace di svolazzanti fringuelli forse avete sbagliato stanza.
In Marocco quest\' anno posso dire di aver ceduto alle leggi dell\'uomo contro una Natura imprevedibile che non conosce moderazione.
Preparato allo sforzo psicofisico di una gara estrema che necessita di una conoscenza propria molto intima parto con l\'obiettivo importante di arrivare. In questa edizione 2006 ho impiegato 56 ore circa di puro scontro con pioggia vento freddo grandine fango fiumi ed enormi pozze da guadare. Tutto per scoprire cosa si nasconderà dentro ai miei occhi.
L\'arrivo a Marrakech dopo un volo di poche ore non mi rilassa ma mi preparo comunque a conoscere nuovamente due culture vivaci, l\'araba raffinata e misteriosa e quella berbera fatta di uomini liberi e coscienti della propria identità . Gli aggiornamenti dell\'organizzatore Maurizio Doro prima della partenza, riportavano di una preoccupante situazione metereologica che aveva colpito gran parte del territorio a ridosso della catena montuosa Marocchina. La zona sud con le gole di Todra e Dades l\'altopiano vulcanico del Sarhro che l\'anno passato mi avevano regalato importanti sensazioni e aperto la porta verso il deserto di Zagorà risultavano non percorribili. Strade da rifare ponti spazzati via e villaggi isolati aggravavano la tragica situazione in cui versava molta gente marocchina. Ci trasferiamo, dopo aver tirato un sospiro di sollievo per aver trovato sane e salve le nostre bici,verso Azilal 200km km a est di Marrakech campo base e partenza di questa terza edizione.
Le preoccupazioni un po\' alla volta si perdono per far posto a sensazioni di sfida e di avventura che ognuno di noi cela affianco a quel pensiero stupito di ...ma chi me la fatto fare!! Ventidue partenti cinque donne per una gara no stop unica nel panorama mondiale mtb e seconda soltanto alla regina del freddo l\'IDITA IMPOSSIBLE che si svolge in Alaska.
Due rappresentanti svizzeri e un francese con alle spalle le più impegnative e importanti gare di multidisciplina e orientamento del mondo stimolano la mia vena agonistica, forte soltanto di una consapevolezza:l\'essere una persona comune in bici da pochi anni, ma per questo straordinariamente curiosa.
Il lunedi lo dedichiamo al montaggio delle bici alla verifica dei materiali obbligatori e al briefing. Almeno 2000 calorie al giorno, telo di sopravvivenza, coltello, fischietto, specchio per le segnalazioni,pompa succhia veleno,laccio emostatico,sacco a pelo. Sono parte del materiale obbligatorio pena la squalifica che mi dovrò portare a presso per tutta la durata della gara. Contando poi l\'attraversamento di un terreno vario fatto di terra sassi pietraie,e guadi con temperature che normalmente vanno dai 25/35 di giorno e 0/5 di notte anche l\'abbigliamento riveste una scelta importante. Il mio bagaglio distribuito in una sacca costruita appositamente e alloggiata nel telaio centrale un saddlebag un marsupio e un camelback si aggirava compreso il cibo attorno ai dieci kg. Anche se pronto per questa nuova avventura, la mia mente non poteva non scorrere a rallentatore l\'ascesa nell\'edizione precedente di un passo a 2900m con una temperatura di -8 nel pieno della notte buia marocchina. Timori e paure partiranno anche quest\'anno con me.
Ci siamo partenza alle ore 04:10 mi volto un ultima volta sotto lo striscione della partenza e nel nome della gara vedo non soltanto un nome proprio ma il mio prossimo obiettivo. Partenza compatta sotto un cielo che non si scopre. Un ammasso di luci bande rifrangenti si muove verso le prime rampe d\'asfalto. Cerco fin da subito di rimanere nel gruppetto di testa per poter capire le strategie di gara dei miei avversari. Man mano che saliamo verso i primi due passi uno a 2774 e l\'altro a 2610m di altitudine la pioggia sceglie di venirci incontro. Imboccata la strada sterrata dopo i primi 30km e 1000m di dislivello anche il freddo ci accompagnerà al CP1 dove una fumante zuppa ristorerà il mio corpo infreddolito. Questa prima pioggia mi è già entrata dovunque bagnandomi anche il cervello senza però raffreddare il mio entusiasmo. Riparto di slancio lasciandomi alle spalle la bruma pungente delle montagne per seguire il corso di un fiume rosso cupo che poco tempo prima aveva lasciato segni evidenti nel territorio circostante.
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