La preparazione a questo viaggio è stata lunga e laboriosa, tanti mesi passati a preparare le auto con tutte quelle cose che normalmente non servono nel fuoristrada nostrano e che nessuno di noi aveva mai pensato di comprare, facciamo alcuni esempi, il portapacchi che deve essere leggero ma molto robusto da sopportare il peso della seconda gomma di scorta, le riserve d’acqua e di carburante e le terribili sollecitazioni del piste africane , ne sa qualcosa Claudio Sori che fiducioso nel portapacchi rinforzato dell’ape poker, l’ha visto sfasciarsi dopo i primi chilometri di toule ondule; per passare alle taniche per l’acqua e per il gasolio ,, che devono essere diverse, a tutte quelle cose che servono per un campeggio libero nella più completa solitudine, il compressore , lo snorkel , i pneumatici, che devono essere robusti , affidabili e certo non quelli, ricoperti, da fango, usati abitualmente per il nostro fuoristrada. Insomma mesi di preparativi per questa tanto agognata avventura desertica.
E’ sabato 11 marzo appuntamento alle 12,30 anche se il traghetto parte verso sera, non vediamo l’ora di salire a bordo. Finalmente si parte. Il mare è agitato e la nave molto in ritardo l’arrivo a Tunisi avviene alle ore 18.30 anziché alle 14.30 sconvolgendo la nostra tabella di marcia, il trasferimento si svolge in notturna e non è molto piacevole, siamo però eccitati da questa nuova avventura e i molti chilometri non ci pesano. La prima sosta è dopo circa 400 km , dove consumiamo la cena in un simpatico ristorante locale a base di agnello alla brace , qui iniziamo i primi veri contatti con un mondo diverso , lontano anni dal nostro standard di vita.
Ancora un paio d’ore e finalmente si arriva al Villaggio di Matmata e precisamente all’hotel “Les Berberes”. Caratteristico hotel scavato nel tufo dove ci sistemiamo in due camerate.
Sveglia all’alba dopo poche ore di sonno , colazione e rotta verso Ksar Ben Heddadi , sito famoso perché usato come set cinematografico e meta di un gran numero di turisti. Il tragitto dopo pochi km di asfalto, si trasforma in pista, finalmente entriamo nel vivo .
Dopo la piacevole visita al villaggio proseguiamo in direzione Ksar Ghilane su un terribile toule ondule che mette a dura prova i nervi della Titta, le sospensioni delle nostre vetture e soprattutto l’artigianale portapacchi di Claudio Sori. Non vediamo l’ora di avvistare il vero deserto, quello con la sabbia e le dune , ma le ore passano e vediamo solo pietre e sterpi , al superamento di ogni collina ognuno di noi cerca con lo sguardo in lontananza le famose dune. Inutilmente ! Siamo impazienti, ma dove saranno finite? I nostri accompagnatori ci rassicurano, la sabbia c’è , non l’hanno portata via e neanche l’hanno spostata , anzi ogni anno c’è n’è un pochino di più . Rassicurati vediamo il mondo in maniera diversa.
Dimenticavo di dire che tra le tante cose che abbiamo portato con noi c’erano anche numerosi giocattoli portati appositamente per donarli ai molti bambini meno fortunati di noi che non hanno la possibilità di averne. Ed è poco prima di arrivare a Ksar Ghilane che ci fermiamo in piccolo villaggio per distribuirli .
Arriviamo a Ksar Ghilane poco prima del tramonto e improvvisamente la distesa di dune ci appare nella sua vastità. Non pensavamo potessero essere cosi tante !
Da noi all’infinito solo sabbia abbiamo la sensazione di essere davanti all’oceano…. Giusto il tempo di montare le tende e via un bel bagnetto caldo nelle acque sulfuree dell’oasi. Si cena in riva alla sorgente e si festeggia il compleanno di Valentina, siamo tutti eccitati e non vediamo l’ora che il sole risorga per affrontare il vero deserto. E’ la nostra prima notte in tenda e fa un freddo boia , accidenti uno pensa al deserto e immagina sole, caldo torrido e invece siamo tutti infreddoliti… ma felici !
Il programma della giornata seguente prevede la visita al fortino romano e l’ avvicinamento alla porta d’ingresso del deserto di El Bibene dove avremo finalmente il primo contatto con le dune a la sabbia del deserto. Indispensabile in questo tratto di deserto l’esperienza e la preparazione dei nostri accompagnatori Claudio e Margherita (Rollers Adventures) nell’individuare i percorsi più idonei dove poter passare coi nostri pesanti fuoristrada senza sprofondare in continuazione. In questa zona , le dune non sono molto alte ma sono una dietro l’altra , un continuo sali e scendi e ogni duna è diversa dall’altra , in una sprofondi e nell’altra passi senza problemi. Iniziano le prime fermate da insabbiamento e le prime faticose spinte e spalate.
Sosta per il pranzo al Cafè Grand Erg , che nulla non è che una spoglia baracca di arbusti dove poter sostare al riparo dal sole, e poi via partenza alla scoperta di nuove dune. Giovannino, con la sua nuova Toyota acquistata per l’occasione, continua a insabbiarsi ,e ci costringe a spalare fino allo sfinimento sotto la sua macchina. Questo Toyota… sarà anche la nave del deserto ma tutta la tecnologia che ci hanno messo dentro certo non aiuta. Il suo mezzo ipertecnologico , più adatto ad una gita a Cortina che un raid desertico, continua a riportare l’assetto (diciamo regolabile) delle sospensioni alla modalità “autostrada” costringendo ogni volta a far scendere la Titta per alleggerire il carico e risolvere la situazione. (n.b. La Titta con tutti i vestiti e le scarpe da trekking peserà si e no 50 kg!) La giornata comunque procede in allegria , questo è un sogno che si avvera,fuoristrada , solo fuoristrada e non abbiamo ancora visto neanche una guardia forestale o un verde
Questa si che è vita ! Dato che è buona abitudine non viaggiare nel deserto con il buio , nel tardo pomeriggio cerchiamo una sistemazione adatta per accamparci e la troviamo.
Piazziamo le tende in un punto sopraelevato che ci permette di godere appieno della maestosità di El Bibene. Tramonto da favola con colori indescrivibili e un sorgere della luna indimenticabile !
Tutto veramente perfetto , l’ambiente , gli amici la cena a base di carne alla griglia in tutto questa positività persino il nostro vino all’aceto sembra squisito.
Al mattino successivo dopo un breve tratto particolarmente impegnativo siamo costretti a deviare
dall'' itinerario prescelto poiché a causa della temperatura troppo elevata la consistenza della sabbia non ci permette di avanzare abbastanza velocemente da arrivare alla tappa successiva.
Campo nuovamente nel deserto e nanna presto. Il vino non era più squisito………..
Il giorno successivo raggiungiamo il Cafè La porte du desert dove facciamo colazione e ripartiamo velocemente alla volta di Douz dove visitiamo il caratteristico mercatino del giovedì dove ancora oggi i berberi vengo a fare scambi delle loro merci con l’antica arte del baratto.
Veniamo assaliti da colori e odori di un mondo diverso , antico e nel contempo vero , la vita qui ha un valore e un tempo da noi ormai dimenticato , i mercanti , i venditori di souvenir sembra preferiscano parlare conoscere che effettivamente vendere i loro prodotti , gente semplice e sincera .Qui facciamo i nostri acquisti spendendo tutto quello che non abbiamo speso nei giorni precedenti.
Finalmente dormiamo in albergo , in un letto vero con un bagno dove possiamo farci una bella doccia calda. Ceniamo al Chez Magic e dopo cena andiamo da Lotfi conosciuto nel pomeriggio nel suo negozio di souvenir , è un chiacchierone e gli piace la compagnia ci racconta un sacco di cose, è un’ artigiano e con niente sa fare di tutto , suona uno stranissimo strumento ricavato da pelle ossa e corna di pecora……..direi potrebbe essere una cornamusa, anche se devo dire la verità , una cornamusa non l’ho mai vista !
Domani è l’ultimo giorno ci aspetta una bella tirata.
Sveglia alle 6 per arrivare a Tunisi in orario, si passa per El Hamma, Gabes e da qui al porto per l’imbarco. 685 km di lungo trasferimento. Il viaggio è lungo uno dei mezzi dell’organizzazione ha problemi con il motore, ma tutto si svolge come da programma , il traghetto lo prendiamo e con gli occhi tristi guardiamo Tunisi che si allontana piano piano.
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