|
Pagina 1 di 3 Galleria fotografica
Febbraio 2008 - 13 gg./10 notti
Io e Maurizio ritorniamo in Thailandia a 7 anni di distanza dal primo viaggio, in compagnia di 4 amici, Antonello e Sandra, Mauro e Rosella; questi ultimi ci avevano accompagnato anche ad agosto 2001, quando, assieme alle figlie adolescenti (la nostra e la loro) avevamo visitato Bangkok e le isole di Koh Samui e Koh Tao nel Golfo del Siam.
Stavolta abbiamo avuto come obiettivo la costa delle Andamane, da visitare nel periodo migliore, la stagione secca che va da novembre ad aprile.
Per trovare posto sui voli di linea ci siamo mossi con largo anticipo: ad ottobre 2007 abbiamo bloccato un volo China Airlines (quella di Taipei) da Roma per Bangkok, più la tratta fino a Phuket per circa 800 euro a testa, assicurazione sanitaria compresa, servendoci dell’agenzia Backpackers di Bagnocavallo: ci hanno fatto anche la pre-assegnazione dei posti sul volo intercontinentale (scopriremo di avere la prima fila della classe economy con maggior spazio per le gambe….e vuol dire tanto!!) Abbiamo programmato di passare 4 notti a Phi Phi Don – la principale delle Phi Phi Islands – e in seguito 6 notti a Phuket in località Kata, in entrambi i casi prenotando tramite internet, dove si trova un’offerta pressoché illimitata. Sapevamo per esperienza che in Tailandia ci sono hotel per tutte le tasche, abbiamo deciso in base alle informazioni che abbiamo potuto raccogliere, cercando di mantenerci su un livello medio. Inoltre tramite internet abbiamo prenotato il traghetto di andata verso Phi Phi, e infine un auto a nolo per quando saremmo ritornati sull’isola di Phuket.
Ancor prima della partenza quindi le tessere principali del mosaico erano già definite…...perché non volevamo perdere troppo tempo in contrattazioni e ricerche di hotel, vista la durata comunque contenuta della nostra vacanza.
21 febbraio: il giorno della partenza scorre senza problemi particolari: viaggio Bologna-Roma in auto, volo intercontinentale discreto, grazie ai posti in prima fila. Atterriamo a Bangkok nel nuovissimo aeroporto Suvarnabhumi all’alba del giorno dopo: ci affrettiamo a prendere il volo per Phuket, dove arriviamo verso le 10. Il tempo di prendere le valigie e troviamo subito fuori dell’aeroporto l’autista dell’agenzia Andaman Wave Master, con la quale avevamo prenotato il traghetto per andare a Phi Phi (600 bath p.p.+ supplemento di altri 100 bath per il pick up all’aeroporto). Il tragitto fino al Rassada Pier ci prende un’oretta: nel frattempo constatiamo con preoccupazione che a Phuket c’è molto più traffico che a Samui!! Dei moltissimi motorini ci ricordavamo dal viaggio precedente, ma qui ci sono pure strade a doppia carreggiata per senso di marcia, rotatorie, svincoli……insomma pensiamo già a quando dovremo guidare la nostra auto, e c’è pure la guida a sinistra!!
Al molo abbiamo un po’ di tempo prima della partenza del traghetto, prevista per le 13,30, e ci compriamo dai banchetti della frutta già pulita e sezionata per pochi bath: sarà una costante del nostro viaggio pranzare con frutta tropicale (ananas e mango sono il menu fisso di ogni giorno, poi variavamo provando papaya, banane, rambutan, durian, mangosteen). Finalmente si può salire e appoggiamo gli zaini-valigia in un angolo e prendiamo posto. La traversata durerà un paio d’ore: si sta benissimo anche sul ponte e ci muoviamo di continuo per godere del paesaggio, alla fine ci sediamo ed è fatta…..ci abbiocchiamo immediatamente!! Ci riprendiamo un attimo prima dell’arrivo e possiamo ammirare l’entrata nella splendida baia di Ton Sai, il porto di Phi Phi Don.
Le tappe di avvicinamento alla nostra prima meta sono state interminabili (siamo partiti da Bologna 28 ore prima) anche se l’alternanza dei mezzi di trasporto ha un po’ aiutato….ma ne è valsa la pena!! Cerchiamo di recuperare in fretta i bagagli ma è impossibile: sono sommersi da decine di altre valige e zaini, il traghetto si è proprio riempito e i nostri bagagli sono finiti in fondo. Ci ricorderemo al ritorno di piazzarle in maniera più defilata.
Alla fine del pontile sono in attesa i carretti dei vari hotel che aspettano per provvedere al trasporto bagagli: sull’isola non ci sono strade vere e proprie e la maggioranza degli hotel sono situati intorno alla baia di Ton Sai e a quello opposta di Loh Dalum, in quello che viene chiamato the village, dove ci si sposta soltanto a piedi, bici o coi carretti. In una decina di minuti arriviamo al Phi Phi Casita: reception open-air e una teoria di piccoli bungalow immersi in un giardino tropicale, economici ed essenziali. Paghiamo 1800 bath per notte, colazione compresa, e abbiamo bagno completo con acqua calda, aria condizionata, cassetta di sicurezza…e un profumo meraviglioso di frangipane appena fuori dalla porta. Ci sono anche camere superior e ville alla fine del giardino, ma abbiamo letto che la sistemazione non vale il prezzo, infatti si affacciano su un canale dove un diverso profumo prevale su quello dei fiori….
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >> |