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Scritto da Diego Baraldi
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lunedì 26 novembre 2007 |
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Visto che qui non c' è più niente da fare andiamo in centro a vedere la Grand Place. Quando si gira con i mezzi pubblici nelle grandi città c'è sempre qualche stronzo che si avvicina per chiederti soldi o informazioni.
E' il vecchio trucco del "uno ti distrae e l'altro ti incula". Io non mi fido di nessuno e non abbasso mai la guardia. A meno di non essere assolutamente sicuro del tipo con cui parlo (famiglie con bambini, raqazze con zaini giganti o simili) io fingo sempre di non capire e faccio la supercazzola prematurata. Meglio andare sul sicuro…
Sta iniziando a fare buio, comunque c' è da dire che la piazza è veramente molto bella. Il solo problema è la gente: troppa. Ci sono anche diversi italiani (tutti armati di telefonino con fotocamera da 1 megapixel integrata).
La donna italiana turista all' estero: sui 40 anni, truccata come una bestia, col culo ovviamente grosso. Indossa jeans di 2 taglie più piccoli a vita bassissima (è importante per lei farmi sapere di che colore è il suo perizoma), e giubbino ovviamente corto in modo da avere 5 cm di lardo scoperto anche in inverno. Stivali naturalmente con tacco da 12 cm. Sempre cellulare alla mano: o per fare foto o per mandare sms al migliore amico del marito...Così va il mondo...
L' uomo italiano turista all' estero: sui 40 anni, capelli un po' grigi e basettoni o pizzetto o entrambi, un po' sovrappeso, occhiali da sole anche di sera ancorati nei capelli induriti dal gel. D' inverno indossa un giubbino col collo di pelliccia e d' estate una maglietta con pacchetto di Marlboro regolamentare infilato sotto una manica.
L' uomo italiano all' estero fuma sempre Marlboro. In genere è convinto di essere un grande fotografo e usa minimo una Canon 400d con un obiettivo che richiede una gru per essere trasportato: tutte le sue foto saranno banali o schifose. Ha 2 cellulari solo perchè non ha 3 mani e li usa per fare foto (per chi non ha la Canon) o per chiamare di nascosto le amiche della moglie che però lo mandano regolarmente affanculo.
Vista la Grand Place ci dobbiamo proprio vedere il bambino che piscia. Sto parlando ovviamente del Manneken Pis, una delle più famose fontane del mondo. Tutti lì a diventar matti a fare foto. E' in un angolino, protetto da un cancello e sarà alto si e no 30 centimetri!
Comunque l' abbiamo visto. Intanto si è fatto buio, siamo stanchi, sporchi e affamati. Devo cercare una strada dove si trovano i migliori ristoranti della città ma mia figlia è impaziente di mettere qualcosa sotto i denti, così mi trascina in uno di quei ristorantini trappole-per-turisti.
Uno di quelli dove i clienti sono tutti stranieri, i camerieri sono tutti italiani, e il menù è scritto in 6 lingue con tanto di foto che descrivono i piatti. Avete capito il genere? Però non si mangiava male: Croque monsieur (che non sono altro che toast), spiedini di pollo e montagna di patatine. C' era anche una discreta birra.
Dopo cena una passeggiata per le vie del centro: molto bello con un sacco di locali con i tipi fuori dalla porta che ti invitano ad entrare. Molti i ristoranti con fuori in esposizione frutti di mare (come a Parigi). Poi si torna in albergo e per oggi è tutto.
La domenica sveglia alle 7 (quindi le 6 perchè è cambiata l' ora) e colazione in hotel. La solita: caffè, anzi no, acqua sporca, formaggio di plastica, prosciutto fosforescente e radioattivo, succo, ecc.
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