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Disneyland Paris in 48 ore: Istruzioni per l'uso PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Baraldi   
giovedì 06 dicembre 2007
Racconto di viaggio disneyland ParisAnche quest’ anno ho fatto il mio solito giretto a Disneyland Parigi. Ho deciso alla fine di ottobre che io e le mie donne saremmo andati dal 15 al 17 novembre. Ho prenotato i voli con easyJet da Malpensa a Parigi CDG con meno di 3 settimane di anticipo ed ho speso 70 euro a/r a testa, il che non è male se si pensa che 2 anni fa con la stessa compagnia ne ho spesi 100 prenotando 4 mesi prima. Il trucco sta nel non tornare la domenica sera; tornando il sabato si paga la metà. Lo scopo della missione era di andare solo a Disneyland escludendo per questa volta Parigi città, così ho cercato un hotel nei dintorni del parco. Naturalmente ho escluso subito gli hotel Disney a causa dei costi proibitivi ed ho optato per uno degli alberghi “consigliati” dalla Disney. Questi hotel sono tutti a circa 2 km dall’ ingresso dei parchi ma sono dotati di bus navetta gratuiti ogni 15/20 minuti. Ho deciso per il My Travel’s Explorers hotel perché era quello che mi piaceva di più stando alle foto trovate in internet ed aveva un costo leggermente più basso degli altri. Con sole 48 ore a disposizione la missione risulta veramente stressante, specie quando si viaggia con 3 donne.

Il giorno prima della partenza ho scoperto che a Parigi era in atto uno sciopero dei lavoratori dei trasporti e la cosa mi ha fatto preoccupare parecchio. Il piano prevedeva di raggiungere l’ hotel con le navette VEA che collegano gli aeroporti ai parchi Disney ed agli hotel, ma a quel punto non ero certo che ci fossero a causa dello sciopero. Il piano B quindi sarebbe stato il noleggio di una Modus o similari, il piano C invece di andare in taxi spendendo come minimo 150 euro. Per il ultimo il piano D: aspettare 2 giorni in aeroporto e tornare a casa.

Per coprire i 150 km che separano casa mia da Malpensa avevo stimato 2 ore a causa del traffico previsto sulla tangenziale di Milano (previsione rivelatasi esatta), quindi sarebbe stato prudente uscire di casa almeno 4 ore prima della partenza cioè alle 7.30 del mattino. Per essere certo di uscire alle 7.30 ho ordinato alle mie 3 donne di essere ready-to-go per le 6.30. Questa è psicologia spicciola: avendo a che fare con delle donne bisogna sempre considerare almeno 1 ora extra.

Intanto che aspettavo i comodi delle mie compagne di viaggio ho ricontrollato per l’ ultima volta l’ equipaggiamento (controlla e verifica e poi controlla ancora è il mio motto). Le priorità sono sempre: documenti e biglietti (o carte di imbarco in questo caso), soldi, carte di credito. Al secondo posto troviamo macchina fotografica, videocamera, batterie, caricabatterie, ecc. e 2 cellulari. Infine avrei voluto portare una Glock ma viaggiando col solo bagaglio a mano è impossibile. Una .45 ti ferma qualsiasi animale, e non si sa mai: sempre meglio averla e non averne bisogno che il contrario. O no? In ogni caso tutto quello che serve è: 1 mutanda, 1 maglietta, 1 calza moltiplicate per il numero di notti. Più lo spazzolino da denti. Tutto quello in più che si porta è inutile, occupa spazio e pesa. Per missioni di questo tipo non bisogna MAI e dico MAI viaggiare con bagaglio registrato. Portarsi una valigia di 15 kg per 3 giorni è da pazzii, in quanto fa perdere ulteriormente tempo all’ arrivo.

A preparativi ultimati mia moglie e la bimba n° 2 hanno fatto adunata in cortile, sull’ attenti, con barbe fatte ed anfibi lucidi. La bimba n° 1 mi è corsa incontro, ha sbattuto i tacchi, mi ha salutato militarmente e mi ha presentato la forza. Ho passato rapidamente in rassegna la truppa per accertarmi che uniformi ed equipaggiamenti fossero in perfetto ordine ed ho impartito le ultime raccomandazioni. Ero indeciso se far fare loro un po’ di addestramento formale in cortile prima della partenza ma ho preferito lasciar perdere perché il tubo arancione con le ali non mi avrebbe aspettato. Alla fine ho dato il rompete le righe. Al mio segnale si sono teletrasportate in auto.


 
   
 
       
 
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