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Scritto da paolo
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martedì 16 ottobre 2007 |
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Galleria Fotografica
Il cipresso nell’immaginario popolare è legato indissolubilmente ai cimiteri e conseguentemente questo albero per molti ha un significato sacro e lugubre nello stesso tempo.
Già nell’antichità aveva assunto questo significato; nella mitologia greca si trova la figura di Ciparisso che per aver ucciso accidentalmente il suo cervo si fece trasformare dal dio Apollo in un cipresso con la resina sul tronco che formava gocce simili a lacrime ed i Romani appendevano i suoi rami alla casa dove c’era un defunto.
In realtà l’utilizzo nei cimiteri potrebbe avere un significato scientifico più che storico in quanto la radice della pianta penetra a fuso nel terreno solo verso il basso invece di espandersi in orizzontale con il rischio di creare danni alle tombe circostanti.
Solo in Toscana (ed in parte sul Lago di Garda) questo albero perde questo suo significato per diventare un elemento distintivo del paesaggio per gli indubbi effetti ornamentali del cipresso nella decorazione di viali, colline e ville private.
In altre parti hanno cercato di esportare questo utilizzo ornamentale, ma solo in Toscana il cipresso si lega indissolubilmente con l’ambiente circostante fatto di colline ondulate e soffici con un effetto scenografico davvero incomparabile.
QUANDO ANDARE
La Toscana è terra per tutte le stagioni, ma il paesaggio primaverile ha un fascino del tutto particolare frutto delle colline ammantate da distese d’erba con diverse sfumature di verde che sulle collinette ondulate danno una sensazione di morbidezza e di armonia.
In realtà essendo una delle mete privilegiate di tutti nei periodi dei ponti sarebbe preferibile scegliere altre date per evitare di fare i conti con il notevole afflusso di turisti con le conseguenti code ai musei ed ai parcheggi. Non tutti possono fare questa scelta e così come nel mio caso sono partiti a cavallo del ponte del 1 maggio.
DOVE ANDARE
E’ difficile consigliare un itinerario particolare per la visita della Toscana in quanto non esiste un’altra regione in Italia con tanti tesori, tutti da vedere. Una particolare attenzione deve essere dedicata alla scelta della località da utilizzare come base in quanto i tempi di percorrenza sono correlati ad una viabilità non proprio ottimale.
Infatti la maggior parte delle strade Toscane (fatta eccezione per quelle della viabilità principale: autostrade e superstrade) sono particolarmente tortuose, legate al paesaggio collinare e alle asperità da superare per passare da una valle all’altra e così i tempi di percorrenza ovviamente ne risentono.
In realtà (pensando positivo) questo aspetto della viabilità consente di gustare in pieno il paesaggio circostante e di programmare diverse soste anche per immortalare lo spettacolare ambiente che si presenta alla vostra vista: gli scenografici filari di cipressi, le ovattate colline che si perdono fino all’orizzonte, i filari delle viti nella zona del Chianti ed i panorami nelle zone marine e montane.
Nel mio caso l’itinerario è stato costruito al contrario avendo orientato la scelta della base nella zona dove abitano dei miei amici.
Dalla base (CAVRIGLIA –AR nei pressi di San Giovanni Valdarno) ho iniziato a programmare l’itinerario avendo alcuni punti fermi: tappe da dedicare ai bambini, visita di Firenze (non mi stanco mai di andarci) e visita di San Galgano che non avevo potuto effettuare nei precedenti viaggi nel senese, un mio chiodo fisso per la segnalazione con le due stelle del Touring (parametro di sicuro affidamento e l’unico ancora da vedere in Toscana).
In realtà, vista la distanza da percorrere non era proprio una scelta ideale, ma i chiodi sono chiodi …
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