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Scritto da Margherita Fenelli   
martedì 08 maggio 2007
Vista la bella stagione, il ritrovo è stato organizzato nei pressi della spiaggia di Ventimiglia, dove i partecipanti hanno avuto modo di rinfrescarsi prima di affrontare le piste che si inerpicano sulle Alpi che dividono l’Italia dalla Francia, forse non era neppure necessario rinfrescarsi …..abbiamo trovato addirittura la neve!!!!!!

Il gruppo è decisamente al completo ci sono giovanissimi, giovani, adulti e senior più la cagnolina Kelly mascotte del gruppo e un suo spasimante il carlino Duke. Ore 12.00 si parte dal mare per raggiungere il rifugio, che al nostro arrivo viene subito avvolto dalla nebbia, la temperatura si fa fresca , ma il caffè non è male.

Dopo la breve sosta al rifugio, si mettono le ruote sullo sterrato, la pista è una stretta mulattiera che si affronta senza grosse difficoltà. Una forte salita iniziale, molto sconnessa, obbliga all’inserimento delle ridotte per chi dispone di meno cavalli, già da qui è necessario prestare attenzione al bordo della carreggiata a strapiombo su altezze vertiginose.

Salendo in quota, dopo una ventina di km., si arriva all’ex Caserma degli Alpini. Sono le 16.30 circa e qualche raggio di sole fa capolino. Prima di preparare il campo si provano i mezzi, anche perché domani ci saranno numerosi passaggi impegnativi. La zona si presenta come una vera palestra per i nostri PILOTI , ci sono forti pendenze e irti salite, i motori scalpitano e i cavalli nitriscono alla grande.

Piantiamo le tende per la nottata e ,ovviamente, si alza il vento e si abbassa repentinamente la temperatura.

I più giovani vengono insigniti del ruolo di “boscaioli” e partono alla ricerca di legna già secca per la braciolata.

Ore 19.00 si comincia a preparare l’ampio braciere anche perché ci sono ben 35 kg di carne da cuocere!!!! I “boscaioli” sono di ritorno, l’ormai veterano Luca si è portato addirittura il caschetto antinfortunistico…… il carico di legna è abbondante. Si accende il fuoco ed in breve una bella brace è pronta, si preparano le griglie, si imbandisce la tavolata e ci si abbuffa di carne alla brace con appetitose salsine, il tutto affiancato da fiumi di Barbera, servizio al tavolo effettuato dal “cameriere di Sala” Manuel.

Ci vorrebbe un buon caffè, ma le caffettiere sono poche quindi tanto vale digerire tutti con la mitica Booka (grappa tunisina),il liquore di caffè, la Grappa di Prosecco e la Sambuca. Attirati dal profumo della nostra grigliata e dal baccano che si stava facendo, si aggregano a noi dei “vicini” accampati nella piana sottostante anche loro hanno un “fedele” amico, una bellissima dobermann che socializza volentieri.

La serata si conclude con qualche accenno di “ciucca”e qualche astemio infreddolito, ma sicuramente tutti più che sazi e soddisfatti. La notte è lunga ed accade di tutto nell’accampamento il piccolo Duke russa quasi come un Grande Orso, i più ” piccoli” che dapprima erano entusiasti di dormire in tenda vanno a dormire in auto, la maggior parte degli uomini , che per risparmiargli la figuracce eviteremo di nominare, fanno rumori…… “esplosivi”ed in sottofondo sempre i campanacci delle pecore che si aggiravano in zona.

Superata la nottata si fanno le somme e purtroppo Claudia e Valeria non stanno troppo bene , probabilmente il troppo freddo le ha un po’ disturbate. Da temerarie dicono che ci si può mettere in marcia tranquillamente, quindi alle nove dopo la colazione e la bonifica accurata di tutta la zona, portando via rifiuti nostri e non solo ….. si riparte.

Iniziamo con una mulattiera in discesa, molto polverosa e sconnessa, con stretti tornanti che obbligano i mezzi più lunghi a manovrare ad ogni curva, poi la pista si addentra in una fitta foresta. Qui il fondo diventa, a tratti, più morbido vista la parte in ombra si trova anche qualche pozza d’acqua, si prosegue su tratti rocciosi fino a sbucare in direzione del Passo Saccarello.

Gli ultimi tratti sono molto accidentati e in forte pendenza laterale, qualche consiglio di guida per i neofiti e tutti passano la prova raggiungendo la vetta a quota 2145 dominata dalla statua del Redentore.

Il Redentore sovrasta una vallata coperta di azalee selvatiche, è mezzogiorno e già che qualche raggio di sole sbuca tra le nuvole decidiamo di pranzare.

I senjor sono sicuramente i più attrezzati in “cucina” e preparano dell’ottimo caffè per tutti . Si riparte e il percorso comincia a farsi veramente impegnativo, in molti punti i passaggi sono di misura per il transito dell’auto, le ruote di sinistra strisciano contro le rocce mentre quelle di destra sfiorano il bordo pista che si affaccia, in alcuni tratti, su strapiombi di parecchie centinaia di metri, ma proprio questi offrono dei paesaggi impareggiabili, la natura qui è stata davvero generosa.

Si prosegue con le ridotte, ma ad andatura costante, gli equipaggi sono tutti molto preparati, non ci sono intoppi, anche Giacomo, neofita del Fuoristrada, affiancato dal suo navigatore, si sta divertendo ed è soddisfatto del suo L200 di tre mesi, mezzo messo anche a disposizione del gruppo per la raccolta rifiuti (grazie).

Si fanno diverse soste per le foto, per le riprese e per far sgranchire le zampette di Kelly e Duke.

Stiamo procedendo in direzione Limone Piemonte ed attraversiamo la zona Carsica, qui la roccia ha sostituito il verde, ma l’erosione del vento e dell’acqua l’ha lavorata talmente bene da renderla ai nostri occhi un’immensa scultura.

Siamo sempre più in alto e la temperatura si è abbassata ulteriormente, in molti punti infatti tutti Mitsubishi, Toyota , Nissan, Daihatzu … … hanno dovuto superare la prova “neve”, sì è proprio così, c’è ancora la neve!!!!! Anche qui tutti promossi perfino Max gommato da sabbia……è sempre il solito, ormai lo conosciamo, effettivamente però anche Morena la sua “meccanica” di fiducia era un po’ preoccupata.

Claudio e Margherita rimangono un pochino indietro per filmare il transito degli altri fuoristrada, ma non sono i soli a guardare c’è anche una coppia di marmotte molto incuriosita che osserva ciò che succede intorno a se. Claudio immediatamente spegne il motore dell’ L200 ed addirittura fa spegnere il frigorifero a Margherita, così riesce ad immortalare questa originale “coppietta”.

E’ pomeriggio inoltrato, raggiungiamo un laghetto attorniato da immancabili splendide azalee selvatiche. Si va avanti si deve arrivare a Limone e ci si arriva alle 17.00 circa qui iniziamo la discesa sulle ripide piste sciistiche, si formano le squadre per Casa madre del Mezzo, chiaramente ci stiamo solo divertendo, ma senza dubbio il tifo da parte dei partecipanti c’è , qualcuno per sopperire all’inferiorità numerica di una o dell’altra marca ha fatto anche più corse.

Ora proviamo a descrivervi l’accaduto, il primo a lanciarsi è Miki la discesa e ripidissima con una forte pendenza laterale, massi di grosse dimensioni sparsi qua e là rendono il percorso ancora più difficile, arrivato in fondo viene seguito a ruota da tutti i componenti del gruppo. Miki però decide anche di farsi anche la salita che merita l’applauso del pubblico!!!!

Questo sprona tutti gli altri piloti e comincia la bagarre …..

A rotazione partono tutti, vogliono dimostrare la loro abilità e la potenza del mezzo che possiedono, questa è la prova del nove, nessuno vuole sfigurare i tentativi si susseguono tanto da attirare un capannello di curiosi che guardano da una cima li vicino, quella che ormai è diventata una gara.

Di prove difficili in questa “due giorni” se ne sono superate non poche e la tensione accumulata nei passaggi di misura a strapiombo viene scaricata tutta in pochi minuti.


Margherita Fenelli
 
   
 
       
 
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