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Norvegia 2007 Tafjord-Fjella |
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Scritto da Rita
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domenica 24 giugno 2007 |
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Pagina 1 di 3 Galleria Fotografica
31-3-07
Partiamo da Milano alle ore 13 con volo SAS. Destinazione Alesund.
Arriviamo ad Alesund, dopo aver fatto scalo ad Oslo, con un bellissimo tramonto ed un volo a bassa quota che ci consente di ammirare le vette innevate dello Jotunheimen e dei fiordi circostanti. Atterriamo sull’isola di Vigra dove è situato l’aeroporto. Con il flybus ci trasferiamo all’ostello di Alesund e ceniamo al primo Mc Donald che troviamo visto che è già tardi e dobbiamo organizzare per il giorno dopo.
1-4-07
E’ domenica, la temperatura è mite e la città deserta. Alle 9 parte il Buss Express che ci porterà a Bjorli via Andalsnes. Da lì dovremmo prendere un taxi per raggiungere la località (Broste o Brostdalen) da cui iniziare il nostro ski trek . Sul pullman si trova anche una giovane coppia di norvegesi attrezzati con sci che arrivati in prossimità del bivio per Broste chiedono all’autista di poter scendere. Io dico andiamo anche noi? Gianni e consorte scendono . Enrico tentenna. Marina scende ma non approva: si era detto di prendere il taxi dice! 5 km a piedi su asfalto e musi lunghi. Una macchina di norvegesi si ferma e ci offre di trasportare i bagagli. Quasi tutti esclusa la sottoscritta mollano il pesante fardello. Dopo 1 ora esatta di cammino arriviamo al posteggio di Broste dove termina la strada asfaltata. Sono le 13,30, recuperiamo i bagagli calziamo gli sci e baldanzosi ci inoltriamo sulla pista innevata che in 10 km (pensiamo noi!) ci condurrà al rifugio Pyttbua (m 1161).
La giornata è bella, il sole implacabile. Proseguiamo tra pini ed ampie vallate, chi con sciolina chi con pelli. E’ il periodo delle festività pasquali per cui troviamo anche molti norvegesi sul percorso. Margherita ad un certo punto mi chiede: dove si trova il rifugio? Guardo avanti ed all’orizzonte riconosco il M. Puttegga 1999 m, il più alto della zona. Dovrebbe essere sotto a quel monte le dico. Possibile che sia così distante penso tra me e me? Dopo 2 ore di marcia chiediamo a dei Norvegesi quanto manca al rifugio: almeno 1 ora e mezza anche 2 rispondono. Siamo perplessi ed anche stanchi per il peso degli zaini ed il caldo. Non ci resta che proseguire. Dopo oltre 4 ore assetati e distrutti sia nel fisico che nello spirito raggiungiamo il rifugio. Qualcosa non ha funzionato!
Si discute a lungo sulla distanza percorsa. Constateremo in seguito che alcune informazioni forniteci dal DNT non erano del tutto esatte. Abbiamo fatto più di 20 km con gli sci e 5 km su strada!
Al rifugio troviamo altre persone, la stufa è già accesa. Ci ristoriamo. Le previsioni per il giorno dopo non sono buone.
2-4-07
Il rifugio come gli altri di questa zona è del tipo self-service, dotato cioè di legna, coperte e provviste. Occorre registrarsi, accendere la stufa, cucinare, procurarsi l’acqua, pulire, fare i conti e pagare (in apposita cassetta) in base ad un prezziario, contanti o con carta di credito. Fuori nevica e c’è vento. Siamo riposati ma ancora indolenziti per la fatica del giorno prima. Dopo colazione decidiamo di ispezionare i dintorni. Troviamo a qualche centinaio di metri dal rifugio il punto ove attingere l’acqua, segnalato da alcuni rami di betulla. Ci attrezziamo con pulka, pentolino e tanica e facciamo 2 rifornimenti. La temperatura si è abbassata ed il foro praticato nel ruscello rigela velocemente.
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