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Norvegia 2007 Tafjord-Fjella |
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Scritto da Rita
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domenica 24 giugno 2007 |
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3-4-07
Alle 9,30 partiamo per il rif. Torsbu (m 1351). Tempo variabile, visibilità buona. Si sale ripidamente ad un passo e ad un successivo colle per scendere morbidamente sul Tords Vatnet (lago) lungo circa 7 km. Dopo 3 ore e mezza arriviamo al rifugio che è composto da 2 costruzioni, una più recente con wc interni ed una più antica . Occupiamo la prima e decidiamo di fare subito una gita su un monte di circa 1600 m a sud est. Rientrati al rifugio troviamo 3 norvegesi sistemati nell’altro fabbricato che ci rimproverano animosamente di non aver compilato il registro della presenza e peggio ancora di aver lasciato la porta aperta. Ci scusiamo ed impariamo la lezione.
4-4-07
La mattina con cielo sereno e calma di vento progettiamo la salita al M. Benkehoa m 1943.
I nostri vicini Norvegesi ci preannunciano un peggioramento dal pomeriggio. Saliamo velocemente ed anche se le distanze qui sembrano infinite dopo 2 ore e mezza siamo sulla cima con un panorama a 360°. Il vento inizia a soffiare. Scendiamo con lunghissime diagonali. Si potrebbe sciare ad occhi chiusi.
I Norvegesi ci riconfermano preoccupati che le previsioni per i prossimi giorni sono molto brutte. Sento ripetere più volte la parola “storm”.
Verso sera ad ovest si vedono grandi nuvole a pesce ed un biancore sospetto. La notte il maltempo peggiora ed il vento aumenta ancora.
5-4-07
La mattina guardiamo fuori . Dalla finestra vediamo un forte turbinio di neve e distinguiamo appena un alberello segnaletico. E’ impossibile muoversi. Proviamo con la radio a sintonizzarci su una stazione per sentire le previsioni. Increduli sentiamo una radio musulmana che in italiano annuncia l’inizio della preghiera. Poiché il nostro rifugio è l’unico dotato di wc ogni tanto abbiamo visite. Un norvegese preoccupato, sfidata la tormenta, ci chiede se siamo attrezzati, se abbiamo il Gps ecc. Lo rassicuriamo dicendogli che per quel giorno non ci saremmo mossi . Stiamo tutto il giorno dentro al rifugio. Solo Gianni esce per prendere la neve da sciogliere. Dalla finestra contiamo quanti stick si vedono. Che fortuna avere il wc interno!
6-4-07
Ci alziamo presto speranzosi che sia bello. E’ meglio di ieri ma la visibilità è scarsa e c’è ancora vento anche se meno forte.
Decidiamo di partire per il rif. Veltdalshytta. Ci vestiamo di tutto punto utilizzando anche (chi ce l’ha) le maschere di polietilene. La neve fresca in alcuni punti raggiunge i 30 cm , ci alterniamo a fare la traccia e dopo 3 ore e mezza arriviamo al rif. Veldalshytta. Pensavamo non ci fosse nessuno invece qui troviamo 2 “tranquilli” norvegesi di Alesund che uniscono alla vacanza su neve l’incarico di studiare l’ampliamento del rifugio. Poichè la stufa è quasi spenta, l’acqua manca, i wc esterni sono pieni di neve, io penso che occorra stimolare una qualche attività e rimuovere questo stato di indolenza.! Decido di andare a cercare l’acqua ! Prendo la pulka, 3 taniche, la pala, metto le pelli agli sci e scendo verso il lago. Tutto è bianco mi guardo intorno ma non vedo nessuna traccia di scavo. Guardo verso il rifugio pensando di ritornare su ma ad un tratto vedo una forma umana che a piedi mi viene incontro sprofondando nella neve. E’ uno dei Norvegesi che mi viene ad aiutare. Mi raggiunge
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