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Scritto da Diego Baraldi
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giovedì 08 novembre 2007 |
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Ritorniamo a Soller e ripartiamo in auto alla volta di Palma. Troviamo un bivio che dice più o meno così: dritto per Palma (tunnel) 6 km. A sinistra per Palma 18 km (mi pare). Coso sono io, scemo? Vado dritto e scopro alla fine della galleria un bel casello dove si paga una cifra assurda (sui 6 euro, non lo so, ho rimosso).
Il tunnel era a pedaggio, ma chi cazzo lo sapeva? Pazienza, adesso però devo assolutamente vedere i mulini a vento. Poichè si vedevano dal finestrino dell' aereo poco prime dell' atterraggio vado in zona aeroporto a ne trovo alcuni con annessi bovini al pascolo da fotografare e filmare. Abbiamo ancora un paio di ore di luce quindi diamo un' occhiata alla città di Palma: veramente grande, bella e con un traffico degno di una grande città.
Non sembra nemmeno di stare su un' isola. Il primo impatto è con la cattedrale che si vede su tutti i cataloghi: è come nelle foto. D' obbligo una bevuta di sangria. Non è come quella che si beve da noi, è un altro pianeta. Passeggiata nella zona pedonale, ricca, guarda caso, di negozietti con cagate per turisti, ma anche di palazzi molto belli e stradine suggestive.
C' era un negozio di tatuaggi e mi stava venendo la tentazione di fare la cazzata del secolo. Meglio di no, se ne riparla l' anno prossimo per festeggiare gli anta. L' ordine pubblico è affidato alla polizia in bicicletta, come in quel telefilm americano di cui non ricordo il nome.
Ci sono anche delle poliziotte accuratamente selezionate... La cosa strana è che non hanno in dotazione un' automatica ma un revolver: ad occhio sembrava una '38 con canna da 4''.
Stavo per avvicinarmi ad una delle poliziotte per chiederle:"scusa, mi fai vedere la tua pistola che io ti faccio vedere la mia?". Ma ho preferito lasciar perdere: essere arrestato non rientrava nella mia tabella di marcia.
Torniamo in albergo con la bimba n° 2 (le ho numerate per non dover fare la fatica di memorizzare i loro nomi) che inizia a farci capire di non aver gradito molto il giro in macchina: chi ha bambini piccoli sa di che parlo.
La bimba n° 1 invece ha in mente soltanto di vedere nuovi orecchini, bracciali e collanine. E' un peccato perchè stavo meditando di tenere la macchina un altro giorno per andare a Porto Cristo a vedere le grotte del drago (o qualcosa del genere) ma devo rimandare la cosa almeno al 2010.
Il nostro albergo è a tema Flintstones come altri della catena Sol. Questo significa che ci sono alcune cose che richiamano alla mente il noto cartone. Es: la macchina di Fred, alcuni arredi, gli animatori che girano travestiti da Dino, o Barney, ecc.
Purtroppo però in inverno l' animazione è ridotta al minimo (non c' era neppure la mini dance, con notevole incazzatura della bimba n°1), e per apprezzare tutte queste cose è opportuno venire in estate. La sera vengono comunque organizzate alcune attività ludiche, e mi sono ritrovato, mio malgrado, in finale nel gioco più stupido della settimana. La prova finale consisteva nel correre come pazzi per tutto il salone a farsi dare le scarpe dagli altri ospiti.
Eravamo rimasti io ed una scoreggiona inglese: vinceva chi portava il maggior numero di scarpe. La scoreggiona dal culo flaccido mi ha battuto perchè i bastardi davano tutti le scarpe a lei e non a me. Fanculo.
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